Conteggio parole articoli: serve davvero per la SEO?

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Il #conteggioparole di un articolo sembra diventato un’ossessione. Si confonde la lunghezza con l’utilità di un testo. Facciamo chiarezza.
Ultima modifica il 23 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 7 min.

Il conteggio delle parole quando si scrive un articolo sembra diventato un’ossessione. Sembrerebbe che ai fini della SEO non ci sia quasi niente di più importante che il numero di vocaboli usati. Anche sul metodo di conteggio ci sono delle linee di pensiero diverse, chi conta anche articoli e preposizioni, e chi no. La domanda da porsi non dovrebbe essere “chi ha ragione?”, piuttosto i miei articoli sono utili?”.

Il mito del conteggio parole

I contenuti più lunghi si posizionano meglio, giusto? Non è quello che viene spesso detto? Il numero di parole su una pagina è direttamente proporzionale all’autorità dimostrata e riconosciuta dai motori di ricerca, quindi più scrivi, meglio ti posizioni.

Questo tipo di asserzioni viene spesso diffuso da guru della SEO sui forum o nei loro siti. Non c’è però nessuna informazione ufficiale su cui basare queste asserzioni. Ma allora perché si è diffusa questa credenza che i testi lunghi sono meglio posizionati?

Studi fraintesi

Ci sono studi che spesso vengono citati associati al concetto del conteggio delle parole di un testo. È molto semplice prendere questa informazione e assumere che servono circa 1500 parole per posizionarsi sulla prima pagina della SERP. Ma non è vero. O meglio, è vero che i risultati in prima posizione hanno mediamente un numero elevato di parole, non sembra essere quella la causa per il loro posizionamento.

Prendiamo una ricerca nello specifico di aprile 2020, che ha analizzato i risultati nelle SERP e suggerisce quali siano le caratteristiche comuni tra i primi risultati delle ricerche. Queste però sono correlazioni e non cause dirette, ma su questo ci torniamo dopo.

Molti fattori dovrebbero essere presi in considerazione nel determinare quanto un contenuto debba essere lungo e non è possibile che siano tutti fattori di ranking. Ricordiamo che lo scopo di un testo è quello di essere comprensibile e utile per gli utenti non per i crawler di Google.

La lunghezza di un testo dovrebbe essere esattamente quello che serve per far capire il contenuto ai visitatori, sia che si tratti di una risposta rapida che un’analisi approfondita o la semplice descrizione di un prodotto.

Soddisfare il bisogno dell’utente dovrebbe essere lo scopo principale della pagine stessa.

Certo, ma qual è il numero migliore di parole per la SEO?

Questa domanda si porta dietro un problema concettuale: non essendoci un numero fisso di parole da usare, non c’è risposta.

Capisco che chi scrive per il web vorrebbe avere maggiori informazioni su come posizionarsi nella prima pagina dei risultati, ma il conteggio parole non è un numero magico da applicare agli articoli.

I motori di ricerca posizionano più in alto le pagine che meglio rispondono alle ricerche degli utenti. Il numero di parole non è un fattore di decisione che gli utenti prenderebbero in considerazione, perché dovrebbe farlo Google?

La qualità del testo e quanto bene risponde alle domande che gli utenti hanno, sono fattori fondamentali sia per i visitatori che per i motori di ricerca.

Correlazione e causa

Il problema che molti sembrano avere quando verificano il conteggio parole dei risultati è confondere correlazione e causa.

Se controllando le prime 5 pagine per una certa keyword vedessi che tutte hanno circa 2000 parole, è comprensibile pensare che sia un numero di parole richiesto per posizionarsi in quelle posizioni, ma è una deduzione sbagliata.

Il solo conteggio parole non è un fattore decisivo. Tuttavia, le pagine con un numero di parole elevato potrebbero posizionarsi bene indirettamente a causa della loro lunghezza. Le pagine lunghe, potrebbero prestarsi meglio a essere condivise e linkate da altre pagine e potrebbe essere proprio questo dato che aiuta il posizionamento di quelle pagine. Inoltre, le pagine lunghe presentano, solitamente, risposte più esaustive per le domande che gli utenti hanno e per questo essere preferite.

La cosa fondamentale da tenere a mente in questo è che correlazione non significa causa: I contenuti più lunghi si posizionano meglio che quelli corti in certe circostanze, non significa che la loro lunghezza sia la causa del posizionamento.

Quanto dev’essere lungo un testo?

Nonostante quanto detto finora, non cadere nella trappola di assumere che i testi lunghi siano sempre da preferire. La guida introduttiva all’ottimizzaziona SEO di Google dice: “I contenuti devono essere effettivamente accurati, scritti in modo chiaro ed esaustivi”. Esaustivi non è sinonimo di lunghi, significa “Che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto un determinato soggetto” (Treccani, lemma esaustivo).

Google suggerisce che un testo dovrebbe essere abbastanza esteso da coprire tutto quello che un utente vuole sapere in risposta a una richiesta. Se parliamo di una richiesta tipo “storia dell’unificazione d’italia”, probabilmente il testo dei risultati sarà molto lungo. Altre richieste come “benzinai vicino a me” dovrebbero presentare significativamente meno testo.

Contenuto troppo lungo

Il conteggio parole di un testo potrebbe anche essere troppo elevato. Questo viene dalla fissazione per un numero elevato di parole che rischia di diluire troppo i concetti riportati. In questi casi l’autore inizia a ripetersi e prediligere forme testuali prolisse per esprimere i concetti cercando di raggiungere un certo conteggio parole.

Il risultato non è nemmeno piacevole da leggere, inoltre potrebbe anche influire sul posizionamento delle parole chiave scelte. Diluire troppo il messaggio del contenuto può significare una virata fuori tema dalle parole chiave, introducendo concetti secondari solo per allungare il testo. Questo, per essere chiari, non è un buon modo di posizionarsi per le parole chiave scelte.

La chiave per capire quanto scrivere è considerare il conteggio parole come elemento secondario piuttosto che come la meta da raggiungere.

Non c’è un numero ideale di parole per la SEO. Dobbiamo invece guardare allo scopo della pagina.

Lo scopo della pagina

Per che cosa sia stata creata la pagina è di grande importanza quando si considera la sua capacità di posizionarsi in alto nei risultati organici.

È una pagina informativa o transazionale? È progettata come indirizzamento verso altre pagine del sito?

Lo scopo di una pagina influenza direttamente la quantità di testo necessario.

Intenzione dell’utente (User intent)

Forse la cosa più importante quando si decide la lunghezza di un contenuto dovrebbe essere proprio l’intenzione dell’utente. Quali sono i bisogni del visitatore quando arriva sulla pagina?

Capire quali sono le necessità degli utenti che visitano una certa pagina, aiuta a capire se sia esaustiva abbastanza per soddisfarle. Se gli utenti arrivano sulla tua pagina cercando una risposta ma non la trovano, non hai soddisfatto i loro bisogni e questo significa che verrai penalizzato per un’altra bouncing rate, per esempio.

Conversioni

Altra considerazione da fare per la lunghezza del testo riguarda la sua influenza sulle conversioni. Alcune pagine non richiedono molto testo per essere d’aiuto agli utenti nel compiere un’azione. Troppe parole potrebbero essere addirittura controproducenti.

La giusta quantità

Non c’è una quantità ideale. La lunghezza di un testo non dovrebbe mai essere decisa da un conteggio parole arbitrario.

Il testo dovrebbe essere lungo il necessario al fine di veicolare il messaggio e permettere agli utenti di compiere l’azione desiderata per quella pagina. I testi lunghi potrebbero avere un vantaggio in certi risultati di ricerca, ma non la loro lunghezza, semmai per l’esaustività del contenuto.

Per finire, un testo non dovrebbe riguardare solo il posizionamento, comunque. Deve venire incontro alle esigenze degli utenti e incoraggiare la conversione.

Non c’è un conteggio parole ideale per quello.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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