Ottimizzare i link interni: 11 errori comuni con soluzioni

Ottimizzare i link interni significa analizzare contenuti e collegarli tra loro. Il processo non è semplice e si fanno degli errori, vediamo come evitarli.
Ultima modifica il 7 Aprile 2021
Tempo di lettura: 18 min.

Il link building interno può essere una miniera d’oro di opportunità SEO che è completamente sotto il tuo controllo. Tuttavia, ottimizzare i link interni non è semplice come potrebbe sembrare e spesso si commettono degli errori. Ci sono strumenti che aiutano ad individuare questi errori e danno così la possibilità di “riparare” il danno e migliorare la propria SEO on-site.

Uno degli strumenti che consiglio è Ahref, un sito che performa site crawl. Entro un certo numero di scansioni e link analizzati è gratuito. Il tool offre anche una panoramica della situazione e svolge controlli per individuare cosa non va nel sito analizzato, in modo da correggere gli errori.

Ottimizzare i link interni - Schermata di Ahref
Questa è la schermata di overview di un report di Ahref. I report sono anche esportabili in PDF.

Un altro strumento validissimo, ma più complicato, è Screaming Frog che manda un crawler sul sito a riporta i dati grezzi. Sarà poi compito tuo analizzare il report e trovare i problemi per poi risolverli. Se non si ha dimestichezza con l’analisi dei dati, questa soluzione è molto ostica, per questo la reputo più complicata.

Ottimizzare i link interni - schermata Screaming Frog
Come vedi, la schermata di Screaming Frog non è proprio immediata da leggere.

Come leggere questo articolo

Per aiutarti a capire i dati che ti esporrò, ho deciso di fornire delle informazioni per ogni problematica che tratterò. Queste informazioni si divido in 4 aree.

  • La gravità mostra quanto peso ha un problema sul ranking. Va da 1 a 3, dove 3 è il più “pesante”
  • Il vantaggio mostra quanto si può guadagnare in termini di ottimizzazione risolvendo il problema. Questa metrica considera quanto comune ma anche quanto critico sia il problema. Va da 1 a 3, con 3 che è la maggiore opportunità di miglioramento
  • La percentuale di siti web, pagine o link interessati. A causa della portata dei dati analizzati, questi numeri sono rappresentativi di quanto problemi specifici influenzino internet nel suo complesso

Per illustrare la portata di un problema su un tipico sito web, ho calcolato una mediana. Escludendo i valori più alti e più bassi, otteniamo un’immagine di ciò che molto probabilmente vedrai sul tuo sito web se riscontri il problema.

Perché ottimizzare i link interni è così importante?

Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente sai cosa sono i link e anche che il link building è una parte importante della SEO. Anche se, quando diciamo link building, nove volte su dieci stiamo parlando di acquisire link esterni al sito web e non link dal sito stesso.

I backlink sono un fattore di ranking ben noto: se una pagina riceve molti link esterni che puntano ad essa, la sua autorità cresce e Google la promuove nei risultati di ricerca. I link interni raramente ricevono l’attenzione che meritano, nonostante il fatto che giocano un ruolo enorme nel benessere di un sito web. Hanno un impatto sulla crawlabilità da parte dei bot dei motori di ricerca e sulla distribuzione dell’autorità di ranking tra le pagine di un sito web.

ottimizzare i link interni cover

Prima di tuffarci nei risultati dell’analisi dei dati, esaminiamo alcuni termini di base per assicurarci che abbiamo terreno comune su cui muoverci.

PageRank è il primo algoritmo di ranking di Google che valuta il numero e la qualità dei link a una pagina per determinare la sua importanza e autorità. In parole povere, i link da pagine importanti aumentano l’autorità della pagina, mentre i link che provengono da pagine di bassa qualità non fidate peggiorano l’importanza di una pagina. Per essere il più onesto possibile, alcuni sostengono che i backlink scadenti vengano ignorati nel calcolo di indicizzazione, piuttosto che peggiorare il peso di una pagina.
La distribuzione del PageRank è una parte importante del processo di link building (vedi Link Equity).

Il budget di scansione è il limite fino al quale un bot di ricerca scansiona il tuo sito. Un motore di ricerca decide quanto spesso e quanto a fondo scansiona il tuo sito web in base a quanto è popolare e fresco il tuo contenuto. Poiché i crawler navigano il tuo sito web attraverso i link, una link building fatta male può sprecare il tuo crawl budget, lasciando le pagine importanti del tuo sito web non indicizzate.

Link Equity (link juice) è un termine che descrive la distribuzione del valore SEO da una pagina all’altra attraverso l’interlinking.

I link possono essere:

  • Interni: che collegano pagine e risorse dello stesso dominio
  • Esterni: che collegano pagine e risorse di domini diversi
  • Backlink: link in entrata a un sito o pagina web da un’altra risorsa
  • Link nofollow: I link nofollow sono link che non influenzano il ranking del sito collegato. Per rendere un link nofollow, basta aggiungere l’attributo HTML rel="nofollow" oppure selezionare l’opzione nell’editor di testo del CMS (su WordPress, per esempio).

Ottimizzare i link interni, gli errori più comuni

Adesso è giunto il momento di analizzare gli errori più comuni nell’ottimizzare i link interni e come fare per risolverli.

1. Link rotti

Gravità: 3/3Vantaggio: 3/342.5% siti affetti
0.27% link sulla rete affetti
0.14% link di un sito medio affetti

Il primo e più ovvio problema di crawlability che si verifica con i link interni è che non funzionano. Questo può accadere a causa di un URL scritto male, o perché la pagina a cui il link conduce è rotta o non esiste più. I link rotti influenzano il flusso di link equity in tutto il tuo sito, il che ha un impatto negativo sulle classifiche.

I link rotti segnalano a Google che il sito web è di scarsa qualità e probabilmente disturba gli utenti. La percentuale di link interessati potrebbe sembrare bassa, ma è necessario ricordare che ogni pagina può facilmente avere 20-100 link, e anche un singolo link rotto può essere dirompente.

Come risolvere il problema

Ottimizzare i link interni rotti è relativamente semplice. Una volta che lo strumento scelto ha individuato il problema, controlla se l’URL del link è corretto e cambialo se necessario. Se una pagina web restituisce un errore, rimuovi il link che porta alla pagina di errore o sostituiscilo con un link sano. Se è ingestibile, crea un reindirizzamento dal link rotto a una risorsa funzionante.

2. Link rotti in uscita

Gravità: 2/3Vantaggio: 1/340.5% siti affetti
2.16% link sulla rete affetti
1.37% link di un sito medio affetti

I link esterni passano l’autorità della tua pagina al sito web collegato. Se il link è rotto la risorsa è sprecata. E proprio come per i link interni, i link esterni rotti influenzano negativamente la qualità di una pagina sia agli occhi di Google che del tuo pubblico.

Come risolvere il problema

Ancora una volta, controlla che l’URL sia corretto. Non puoi cambiare altri siti web, ma assicurarti che i link sul tuo sito funzionino correttamente è tua responsabilità. Quindi se la pagina a cui ti stai collegando restituisce un errore, contatta il proprietario del sito per sistemare la pagina oppure trova tu stesso una pagina funzionante e cambia il link, o semplicemente rimuovi il link. Capita che alcune risorse cambino indirizzo o vengano tolte dalla rete per un motivo qualunque. Tieni sotto controllo anche i link esterni per ottimizzare i link interni, anche se può sembrare un assurdo.

ottimizzare i link interni broken link

3. Troppi link su una pagina

Gravità: 3/3Vantaggio: 1/30.34% siti affetti
0.44% link sulla rete affetti
12% link di un sito medio affetti

Troppi link fanno sembrare la tua pagina spammosa, il che influenzerà il posizionamento. Inoltre, il PageRank è diviso tra i link, quindi più link ci sono, meno valore SEO viene trasmesso da ciascuno di essi. Diversi tool segnalano questo problema in base a un certo numero di link trovati sulla pagina. SEMrush Site Audit innesca questo problema per le pagine con più di 3000 link, il che è un numero assolutamente eccessivo.

Come risolvere il problema

Usa meno link e pensa di più a ciò che è importante per il sito e il pubblico; ciò aiuterà i visitatori a navigare nel sito e porterà a una migliore distribuzione della link equity. Ottimizzare i link interni, infatti, significa lasciare gli utenti soddisfatti.

4. Redirect chain e loop

Gravità: 3/3Vantaggio: 1/38.58% siti affetti
0.63% link sulla rete affetti
0.03% link di un sito medio affetti

Impostare dei reindirizzamenti da una pagina all’altra può essere spesso di grande utilità, ma quando è fatto in modo scorretto danneggia l’esperienza utente e il posizionamento. Se un reindirizzamento porta ad un altro reindirizzamento, si crea una redirect chain e a volte questa catena può finire con un loop tra due indirizzi che puntano l’uno verso l’altro. Lunghe redirect chain e loop cycle rallentano il tuo sito web e confondono i bot di ricerca. Per ottimizzare i link interni dovrai usare i redirect in modo oculato.

Come risolvere il problema

È meglio evitare i redirect e avere link diretti alle pagine di destinazione, ma se hai bisogno di reindirizzare, fallo direttamente alla pagina finale. Capire la ragione dietro i problemi di reindirizzamento ti aiuterà a identificare i problemi e a risolverli. Di solito, i problemi con i redirect saltano fuori quando sono coinvolte pagine web esterne. Per le pagine interne, le redirect chain e i loop, per la maggior parte, sono causati dalle precedenti migrazioni del sito web. Quando fai un redirect, controlla sempre che non ce ne sia già uno che interessa la pagina da cui vuoi partire.

5. Redirect temporanei (302)

Gravità: 3/3Vantaggio: 2/332.2% siti affetti
2.99% link sulla rete affetti
1.42% link di un sito medio affetti

Per un utente, non c’è differenza tra un reindirizzamento temporaneo 302 e un reindirizzamento permanente 301, ma per un bot di ricerca un reindirizzamento temporaneo segnala che sia le pagine nuove che quelle vecchie dovrebbero essere mantenute indicizzate, poiché la pagina originale sarà ripristinata prima o poi.

Questo dice ai crawler di mantenere nell’indice del sito sia la pagina di partenza che quella di destinazione, consumando risorse.

Come risolvere il problema

Come suggerisce il nome, un reindirizzamento temporaneo 302, è una misura temporanea per casi speciali e dovrebbe essere rimossa ad un certo punto. Se hai un reindirizzamento temporaneo senza una buona ragione, dovresti cambiarlo con uno permanente. Ottimizzare i link interni significa, in ultima analisi, prendersi cura della navigazione del proprio sito pensando agli utenti e alle risorse da usare per navigarlo.

6. Redirect permanenti (301)

Gravità: 1/3Vantaggio: 1/374.9% siti affetti
2.57% link sulla rete affetti
3.15% link di un sito medio affetti

I reindirizzamenti permanenti possono sembrare una buona soluzione finale; passano il PageRank della pagina originale mentre chiedono ai motori di ricerca di rimuoverla dall’indice. Ma ogni reindirizzamento consuma il budget di crawl, il che significa che i bot di ricerca possono smettere di scansionare il tuo sito web prima di indicizzare ogni pagina importante. Inoltre, l’accumulo di redirect può ritorcersi sotto forma di catene e loop se in futuro avrai bisogno di usare più redirect, per esempio, per migrare il sito.

Come risolvere il problema

Mi raccomando di mantenere il numero di reindirizzamenti al minimo. Rivedi tutti gli URL con reindirizzamento e cambiali in un URL finali, dove possibile. In sostanza si tratta di controllare quante istanze dal link vecchio ci siano sul sito e modificarle a mano.

Puoi usare degli automatismi per modificare questi link in massa nel database, ma ricordati di farlo con grande attenzione, perché rischi di rompere il sito. Puoi usare il comando wp search-replace <vechio-url> <nuovo-url> da riga di comando con WP CLI, oppure usare il plugin better search replace che fa la stessa cosa ma dal pannello di controllo.

Puoi usare la sezione redirect del tuo plugin SEO preferito per avere un punto di partenza su cui lavorare.

Attenzione: cambia i link interni, ma non togliere il reindirizzamento. Se qualcuno ha condiviso una pagina sui social, per esempio, senza il redirect di quella pagina quel link sarebbe rotto e perderesti potenziali utenti.

Modificare i link interni ti basterà per ottimizzare le risorse di crawling e limitare il numero di 301 nel sito.

7. Attributo nofollow nei link interni

Gravità: 2/3Vantaggio: 3/328.4% siti affetti
1.10% link sulla rete affetti
1.43% link di un sito medio affetti

Un tag nofollow è un modo per dire ai bot di ricerca di non seguire determinati link. Ci sono casi in cui questo tag è utile, come impedire ai bot di ricerca di seguire i link a moduli di registrazione e simili, ma la maggior parte delle volte non c’è bisogno di usare il tag nofollow per i link interni.

Come risolvere il problema

Rivedere i link con attributo nofollow per vedere se c’è una buona ragione per utilizzarlo, altrimenti rimuoverlo, in quanto si sta solo perdendo il PageRank. Nonostante la citazione qui sotto sia un po’ datata, non ci sono state date informazioni sugli aggiornamenti dell’algoritmo successive riguardo alla PageRank. Le parole di Matt Cutts dovrebbero quindi essere ancora valide:

Quindi cosa succede quando si ha una pagina con “dieci punti PageRank” e dieci link in uscita, e cinque di questi link sono nofollowed? Lasciamo da parte il fattore di decadimento per concentrarci sulla parte centrale della domanda. Originariamente, i cinque link senza nofollow avrebbero portato due punti di PageRank ciascuno (in sostanza, i link nofollow non contavano nel denominatore quando si divideva il PageRank per il grado della pagina). Più di un anno fa, Google ha cambiato il modo in cui il PageRank scorre in modo che i cinque link senza nofollow fluiscano un punto di PageRank ciascuno.

Page Rank Sculpting, Matt Cutts

8. Attributo Nofollow nei link esterni

Gravità: 1/3Vantaggio: 1/336.3% siti affetti
8.58% link sulla rete affetti
9.88% link di un sito medio affetti

Puoi usare l’attributo nofollow per evitare che i bot di ricerca seguano i link verso fonti non attendibili dal sito. Una buona domanda qui è perché hai questi link tossici nel sito?

Google raccomanda di utilizzare un tag nofollow sui link a pagamento, in modo che non influenzino i risultati di ricerca.

Come risolvere il problema

Un attributo nofollow impedisce ai bot di ricerca di seguire un link, ma i tuoi visitatori possono ancora usarlo e tu stai ancora sprecando il tuo PageRank, quindi è meglio cancellare semplicemente i link non attendibili.

9. Pagine orfane in sitemap

Gravità: 1/3Vantaggio: 2/384.1% siti affetti
25.1% link sulla rete affetti
12% link di un sito medio affetti

Una pagina orfana è una pagina web che non ha link interni in entrata. Di solito, queste pagine non hanno contenuti di valore, quindi non c’è motivo di chiedere ai motori di ricerca tramite il file di sitemap di scansionarle perché è solo uno spreco di budget per la scansione.

Come risolvere il problema

Esamina tutte le pagine orfane nella tua sitemap. Se una pagina ha un contenuto prezioso e ha bisogno di essere indicizzata, trova un modo per connetterla con altre pagine del sito. Se una pagina serve un bisogno specifico e non richiede alcun collegamento interno, considera se ha bisogno di essere indicizzata. Eventualmente rimuovila dalla sitemap.

Un esempio concreto dell’uso di WordPress. I nuovi articoli non ricevono link di qualità, ma solo quelli che derivano dagli archivi generati automaticamente. Se trovi post in queste condizioni, una volta pubblicati, fai in modo che vengano linkati da altri articoli nella stessa categoria, meglio se sono pillar article (Vedi struttura interna a Silo per approfondimenti).

10. Profondità di scansione (crawl depth) di oltre 3 click

Gravità: 3/3Vantaggio: 3/347.5% siti affetti
40% link sulla rete affetti
11.5% link di un sito medio affetti

La profondità di scansione (Crawl Depth) è il numero di clic necessari per raggiungere una pagina dalla homepage. Più click di “distanza” ci sono, meno è probabile che i crawler e gli utenti raggiungano la pagina. Avere pagine importanti a più di 3 click dalla home page è un male per la SEO e per i tuoi visitatori.

Come risolvere il problema

Ottimizza i link interni in modo che i contenuti importanti siano raggiungibili con il minor numero di click possibile. Nel caso di un blog è ovviamente sconveniente avere in menù tutti gli articoli, per questo è bene inserire le categorie nel menù e ridurre i click necessari per raggiungere il singolo articolo.

11. Pagine con un solo link interno in entrata

Gravità: 2/3Vantaggio: 3/388.8% siti affetti
35.3% link sulla rete affetti
34.2% link di un sito medio affetti

Più link interni in entrata una pagina ha, più alta è la possibilità che gli utenti e i bot di ricerca la trovino. Inoltre, ricorda la distribuzione del PageRank: una pagina aumenta il suo valore agli occhi dei motori di ricerca se riceve link da pagine di alta autorità del tuo sito web.

Come risolvere il problema

Metti più link in entrata alle pagine con contenuti importanti, ma assicurati che le pagine interconnesse siano rilevanti l’una per l’altra. Un buon modo per ottimizzare i link interni è quello di strutturare il proprio blog con una struttura a silo che ho citato anche prima.

ottimizzare i link interni - link building

Strumenti per WordPress

Ci sono un paio di strumenti che possono aiutarti a tenere sotto controllo il tuo sito WordPress per quello che riguarda i link. Uno è Rank Math, un plugin per la SEO decisamente di gran qualità, e un altro è Link Whisper, un plugin che serve appositamente per ottimizzare i link interni del tuo sito.

Riguardo a Rank Math ho scritto vari articoli nella sezione plugin e ho anche pubblicato un video su YouTube. Con la sua funzione di Redirect e di monitor 404, si rivela uno strumento ottimo. Inoltre, fornisce dati su quanti link in entrata e in uscita ogni pagina o post abbia.

Per quello che riguarda Link Whisper, le cose sono un po’ più complicate. Si tratta di un plugin premium orientato ad ottimizzare i link interni. Fornisce report dettagliati, permette di inserire link negli articoli in modo automatico e suggerisce quali post collegare tra loro. Le impostazioni sono molto dettagliate e permettono di raffinare i suggerimenti in modo granulare. Inoltre, lavora in modo discreto anche con la lingua italiana ed è un prezioso alleato per ottimizzare i link interni del tuo sito.

Conclusioni

Gestire e mantenere una struttura di link interni ottimizzata non è facile, ma con l’aiuto di alcuni strumenti di analisi e un po’ di tempo a disposizione, allora puoi ottimizzare i link interni senza fatica.

Abbiamo visto 11 errori comuni che si trovano sulla rete e le relative soluzioni. Non trascurare l’ottimizzazione dei link interni del tuo sito, perché è davvero importante e dice molto di quanto sia curato il tuo contenuto.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un'attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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