Silo SEO: la migliore struttura per il tuo sito nel 2021

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La struttura del sito è molto importante per il posizionamento del dominio nei risultati di ricerca. La struttura migliore? Quella a silos.
Ultima modifica il 3 Aprile 2021
Tempo di lettura: 11 min.

Una corretta struttura interna di collegamento (detta anche “silo virtuale”) e una buona architettura del sito pongono le basi per far indicizzare il tuo portale in base alle parole chiave e alle frasi desiderate. In questo articolo imparerai la tecnica SEO della struttura a silo. Inizieremo spiegando cosa sia, perché i silo sono importanti e i due approcci per strutturare il sito web in silo SEO.

Cosa sono i silo SEO

Per ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca sia per parole chiave ampie (per esempio, “latte di riso”) che per keyword più lunghe e specifiche (per esempio, “latte di riso biologico non zuccherato”), il tuo sito deve avere un contenuto di supporto sufficientemente organizzato per apparire rilevante per questi specifici termini.

I motori di ricerca esaminano attentamente la struttura del sito per determinare gli argomenti principali trattati e se ci sono abbastanza contenuti di supporto per le parole chiave.

Origine del nome

Pensa a come gli agricoltori organizzano i loro raccolti di grano, orzo, avena e altri cereali. Essi curano l’integrità del loro prodotto immagazzinando ogni specifico tipo di cereale in un silo separato. Se il grano, l’orzo e l’avena fossero tutti mescolati insieme, il prodotto finale avrebbe meno valore.

Silos in agricoltura
Una foto di silo industriali per la raccolta di prodotti agricoli.

Applicare una struttura a silo per un sito web significa raggruppare insieme le pagine correlate. Questo deve accadere sia strutturalmente che attraverso i link, per stabilire i temi del sito basati su parole chiave. Proprio come gli agricoltori usano silo separati per immagazzinare diversi tipi di grano, i content creator dovrebbero strutturare in vari silo SEO i loro siti web. È un’ottima strategia, al fine di distinguere i vari argomenti e rendere chiaro ai motori di ricerca di cosa tratta il sito.

Perché i Silo nella SEO

I silo SEO del tuo sito migliorano la pertinenza delle pagine per i termini di ricerca desiderati. In questo modo i link sono usati strategicamente all’interno di sezioni del sito focalizzate su specifici temi. Il PageRank (ovvero il valore dei link) viene passato tra le pagine strettamente correlate e tra le cornerstone (o pillar), rafforzando i temi stessi.

Cornerstone e pillar sono due termini che indicano quel contenuto fondamentale e approfondito che tratta un argomento di ampio respiro. Solitamente sfruttano keyword brevi. Questi articoli stanno al centro di un “cluster” di articoli più specifici che sfruttano invece keyword long tail (3 o più parole) fornendo dettagli molto specifico di un certo particolare dell’argomento generale.

Non lasciare che il tuo sito web sia visto come un miscuglio disorganizzato senza focus sulle parole chiave! La strategia dei silo seo rivela il vero significato del sito e aiuta a posizionarlo come fonte esperta per un determinato argomento.

I motori di ricerca assegnano i primi posti della SERP a siti con una chiara struttura e con la rilevanza dell’argomento corrispondente al bisogno dell’utente (search intent). Questo non significa pagine piene di frasi chiave perfette. Soprattutto nell’era dell’algoritmo Panda di Google, che premia i contenuti di qualità, è meglio costruire il proprio sito intorno a temi basati su parole chiave, non sulle parole chiave stesse.

Diversi tipi di silo SEO

Ci sono due modi per strutturare un sito web: quello con silo fisici attraverso la struttura delle directory e quello con silo virtuali attraverso la struttura dei link.

Nota: In questa prima fase di spiegazione è fatta per essere valida per ogni sito, per questo parlo di “cartelle” e non di “categorie”, che sarebbe il termine corretto per i siti dinamici. Le cartelle, infatti, prima dell’uso di php e dei database, erano il modo per catalogare i contenuti. Per una spiegazione specifica per i siti come WordPress, ho inserito una sezione specifica più in basso.

Struttura del sito a silo fisici

L’indirizzo URL di una pagina web può dare agli utenti e ai bot importanti indizi sulla pagina. Per esempio, l’URL qui sotto rivela che la pagina si concentra su un certo tipo di utensile elettrico senza fili e martello di Makita (una marca di attrezzi):

http://www.seriouspowertools.com/cordless/martelli/makita-bhp123.htm

Quando si utilizza la struttura delle directory URL per un sito come fosse uno schedario per organizzare le pagine correlate, si creano dei silo SEO “fisici”. Ogni tema del sito ha un gruppo di pagine salvate insieme sotto un’unica cartella dedicata a quella specifica categoria (ad esempio, “cordless”), e all’interno di tale categoria ci sono sottocartelle per le diverse sottocategorie (ad esempio, “martelli”). Ogni file (articolo) ha il suo posto in una categoria distinta. In questo modo si evita che il singolo articolo possa essere salvato in due categorie distinte, che confonderebbe utente e motore di ricerca.

Per avere una struttura fisica del sito, crea una struttura di directory che si allinei ai vari temi trattati all’interno del tuo sito web.

Struttura a silo virtuali

I silo SEO virtuali comportano l’utilizzo della struttura di link interni di un sito:

  • Collegare gruppi di pagine correlate tra loro
  • Separare le pagine non correlate
  • Rafforzare le cornerstone principali di ogni silo SEO

Mentre il silo fisico richiede che le pagine si trovino all’interno della stessa directory organizzate per argomento, un silo virtuale è formato da collegamenti tra le pagine, che simulano la stessa struttura.

Il collegamento virtuale di pagine correlate attraverso link testuali può essere efficace anche in assenza di silo fisici. Ciò è dovuto al fatto che i crawler dei motori di ricerca effettuano la scansione dei contenuti di un sito seguendo i suoi link.

Collegando articoli strettamente correlati per argomento, si consolida la rilevanza del tema in una data sezione del sito. Una gerarchia del sito, con cornerstone di primo livello e pagine di supporto per ogni silo SEO, emerge sulla base dei soli modelli di link.

Per esempio, invece di collegare a caso tutte le pagine, un sito di esempio per prodotti elettronici potrebbe usare la tecnica dei silo virtuali per mostrare che ha tre temi di contenuto distinti e rilevanti per parole chiave specifiche:

Silos SEO Virtuale
Struttura dei link interni di un sito.

Gli articoli si collegano sempre a un cornerstone del silo, che è il contenuto più importante della categoria del silo, a volte coincide con la pagina archivio della categoria, altre volte è semplicemente uno degli articoli che ne fanno parte.

I collegamenti incrociati tra i silo SEO devono essere evitati, ad eccezione delle cornerstone in cima al silo (indicate dai rettangoli più grandi nei diagrammi di esempio). Poiché i collegamenti casuali tra i sili indebolirebbero l’argomento, nessuna sottopagina all’interno di un silo dovrebbe collegarsi ad una sottopagina di un altro silo. Il diagramma seguente mostra un collegamento interno appropriato e inappropriato per un sito web di un silo:

Struttura del sito e link interni rappresentati.
Un esempio di link corretto (freccia verde) e di uno scorretto (freccia rossa).

Un attento collegamento all’interno del tuo sito mostra le relazioni tra le pagine e rivela la struttura tematica dei contenuti. Rafforza anche le vostre principali cornerstone, che sono quelle pagine che volete mostrare nei risultati di ricerca, e che dovrebbero contenere le keyword migliori. I silo SEO virtuali portano all’accumulo del PageRank nella cornerstone di primo livello di ogni silo, che diventa la pagina più rilevante del tuo sito per le parole chiave relative a quel tema. Questo è il modo in cui il siloing porta ad un migliore posizionamento nei motori di ricerca.

I silo per siti dinamici (WordPress)

Per trasportare queste nozioni in un sito dinamico, è bene avere ben chiaro come funziona.

In un sito che utilizza contenuti dinamici (come WP), questi sono custoditi tutti in un unico posto, il database. Come possiamo, quindi, gestire la struttura fisica del sito? Semplice, attraverso l’uso di tassonomie e link.

Categorie per la struttura del sito

Le categorie sono il primo e più importante criterio di organizzazione (tassonomia) su WordPress. Esse definiscono quelle che abbiamo chiamato “cartelle” poco fa e costituiscono la struttura rigida del sito: lo scheletro, se vogliamo. Prima dell’uso dei database, il modo per suddividere i contenuti era quello di creare cartelle all’interno della directory del sito.

Pensiamo alle categorie come i silo SEO fisici di cui ho parlato prima (le cartelle):

  • ne assegnamo una sola per ogni articolo
  • hanno struttura gerarchica, come le cartelle
  • indicano il tema generale di cui tratta ogni singolo articolo che ne fa parte
  • è un metodo di organizzazione verticale dei contenuti

Tag

I tag sono, invece, una tassonomia che indica una caratteristica comune di vari argomenti, indipendente dal tema degli stessi.

Un esempio classico è il colore dei capi di abbigliamento in un negozio di vestiti. Se è vero che i pantaloni non possono essere delle maglie (entrambe sono due categorie / cartelle), i prodotti di entrambe le categorie possono essere rossi (caratteristica comune, tag).

  • possiamo assegnare quanti tag vogliamo, ma sempre meglio non esagerare e attenersi a indicare caratteristiche importanti del contenuto
  • non hanno gerarchia
  • indicano una caratteristica del contenuto
  • è un modo orizzontale / trasversale di organizzare i contenuti

In un sito costruito su WordPress, l’unico modo che abbiamo di costruire una struttura a silo fisici, è quella di impostare i permalink in modo che contengano le categorie del post. Si può anche inserire un prefisso nei permalink solo per il blog, come l’esempio qui sotto:

https://shoponline.it/blog/vendere-online

Per quello che riguarda i link interni, invece, valgono le regole descritte sopra. È quindi possibile applicare una struttura di silo SEO virtuale senza modificare i permalink del sito WP.

Come fare per impostare la struttura a silo nel 2021

Il processo di implementazione della struttura a silo di un sito per un certo argomento può essere brevemente descritto in quattro fasi:

  1. Determinate i temi generali del sito web. Quali contenuti hai e di cosa si tratta? Ti consiglio di considerare i temi insieme alla ricerca per parole chiave.
  2. Scegli la strategia di siloing. Decidi come implementare una struttura del sito web che identifichi chiaramente i temi del sito: silo fisici e silo virtuale, o solo silo virtuali.*
  3. Pianifica la struttura di collegamento interna. Esamina la struttura di collegamento (a partire dal menu principale di navigazione) e decidi come collegare le pagine nel modo migliore per rafforzare gli argomenti in base al modo in cui le persone cercano i tuoi contenuti. Tieni presente che generalmente avrai bisogno di almeno cinque pagine di contenuti di supporto per stabilire un tema del silo, in altre parole, non creare una categoria finché non hai 5 articoli da metterci. Considera questo concetto per la stesura della tua strategia di contenuti.
  4. Implementa e costruisci i silo SEO. Pubblica contenuti di alta qualità che includano le frasi chiave mirate per argomento / silo. Ritaglia e/o creare collegamenti per collegare le pagine di supporto all’interno di ogni silo e rafforza gli articoli cornerstone del silo.

*Nota: In un sito dinamico, come quelli su piattaforma WordPress, la struttura fisica non c’è, perché i contenuti sono tutti stoccati in un database, quindi le pagine non sono organizzate in cartelle. Tuttavia, la struttura dei permalink, può simulare una struttura a cartelle.

Conclusioni

L’uso corretto della struttura del sito a silo è importante per il posizionamento. I crawler dei motori di ricerca, esaminando il sito di link in link, assegneranno punteggi migliori ai sito che contengono una struttura chiara. Inoltre, è un segno di competenza la raccolta corretta dei contenuti, oltre che l’utilità e la facilità di lettura degli stessi. Ma questo è materiale per un altro articolo.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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