Fallimento: 7 consigli per affrontarlo in modo sano

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Il #fallimento è una fase che sempre di più bisogna essere pronti ad affrontare per avere successo con la propria #impresa. #pauradifallire
Ultima modifica il 23 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 5 min.

Il fatto che sempre più imprese stiano arrivando ad accettare e ad abbracciare la parola  fallimento è una buona cosa. Dopo tutto, per molte aziende, il fallimento è stata uno sprone al progresso e all’innovazione. Ma il fatto che un epic fail qua e là possa portare al successo non dovrebbe illudere gli imprenditori e i dirigenti a credere che tutti gli insuccessi siano uguali. Per ottenere il massimo dal fallimento, bisogna farlo correttamente. Se hai un’impresa, anche personale, questi consigli su come affrontare un insuccesso saranno sicuramente interessanti per te.

1. Fallisci velocemente, ma non troppo

Il mantra “fail fast, fail often” (fallisci velocemente, fallisci spesso) è uno di quelli che molte startup abbracciano. Come principio guida ha senso, soprattutto per le imprese che non hanno molto da perdere. Ma quando si tratta di fallire velocemente, è possibile farlo anche troppo velocemente. La consapevolezza che il fallimento è spesso un prerequisito per il successo non nega il fatto che il successo richiede anche conoscenze che necessitano di tempo. Per questo è importante trovare un equilibrio.

Non vuoi passare cinque anni a fare ricerca, pianificare e costruire per poi vedere la tua impresa crollare rapidamente una volta sul mercato, non impareresti niente. Allo stesso tempo però, non vuoi nemmeno fare progettare le cose a metà, perché questo significherebbe perdere in partenza.

È qui che concetti come prodotto minimo funzionante possono risultare davvero preziosi.

Se la pigrizia e la procrastinazione sono i tuoi problemi, ho scritto un altro articolo che potrebbe aiutarti a superarli. Un altro articolo su come imparare dai propri errori potrebbe aiutare.

2. Mitigare il rischio

L’accettazione del fallimento non deve essere confusa con l’accettazione di un rischio illimitato. Anche se un’iniziativa viene lanciata con la consapevolezza che potrebbe non produrre un ritorno dell’investimento (ROI) positivo, non dovrebbe mai essere lanciata senza comprendere appieno i rischi.

In molti casi, i rischi vanno oltre l’economico. Se vuoi lanciare una comunità online, per esempio, e finisci per chiuderla prima di ottenere una massa critica, rischi di gettarti addosso dei problemi legati alla reputazione. Questi rischi devono assolutamente essere considerati quando si decide cosa perseguire.

3. Le giuste ragioni

Il fallimento va bene, ma quando succede alla vostra azienda, è importante sapere cosa cercava di ottenere. In altre parole, l’insuccesso dovrebbe essere il prodotto di uno sforzo preciso, non un’iniziativa lanciata semplicemente perché si è percepita (erroneamente) un enorme ritorno economico. In quest’ultimo caso si parla di gioco d’azzardo.

4. Vincere anche quando si perde

Anche se un’iniziativa non va ad aggiungersi ai profitti, dovrebbe fornire qualcosa in termini di guadagni. Come minimo, ogni iniziativa fallita, correttamente progettata e realizzata, dovrebbe fornire l’opportunità di acquisire una visione d’insieme di un mercato che la vostra azienda serve o sta considerando di servire.

5. Fallire diversamente

Se la vostra azienda sta imparando cose nuove ad ogni insuccesso, è importante che ognuno sia il risultato di qualche nuova carenza, perché questo aumenta la probabilità che vi stiate muovendo nella giusta direzione. Se, tuttavia, commetti gli stessi errori più e più volte, è probabile che non tu non ti stia muovendo correttamente.

6. Sii pronto al successo

Abbracciare l’insuccesso e renderlo accettabile, ha il potenziale per favorire in modo significativo un’impresa. Ma c’è un tipo di insuccesso che non è accettabile: il tipo che si verifica quando un’iniziativa di successo fallisce perché l’organizzazione non era pronta ad affrontare il successo.

In fin dei conti, la possibilità di perdere non deve generare una cultura della pigrizia in cui prendi scorciatoie e non pianifichi perché presumi che il fallimento sia un risultato più probabile del successo. Attenzione: quando si sviluppa tale cultura, l’accettazione dell’insuccesso può essere il danno finale.

In sostanza, devi sempre essere pronto ad avere successo, ma anche ad affrontare un eventuale fallimento.

7. Aspettati di fallire più di una volta

È facile dire che il fallimento è accettabile, ma è spesso molto difficile da sopportare. Sfortunatamente, l’accettazione del fallimento arriva spesso con l’aspettativa irrealistica che non ce ne saranno molti altri. In altre parole, si presume che l’impresa fallisca un paio di volte, per poi avere successo, rendendo il fallimento un evento scomodo ma presto dimenticato.

Spesso questo non è vero, e il fallimento diventa una costante regolare nel processo di sviluppo dell’impresa.

Conclusioni

Non importa che si parli di una azienda o di un libero professionista, fallire non può essere il risultato di una politica di tentativi a casaccio. Per ogni nuova iniziativa che si tenta di portare avanti, bisogna progettare per il successo ed essere pronti al fallimento. Solo in questo modo in fase iniziale si considereranno tutte le variabili impegnandosi al massimo.

Se si accetta il fallimento in partenza, si sta progettando un fallimento. Se progetti un successo e questo non arriva, sarai più propenso a cercare di capire i motivi ed evitare gli stessi errori in futuro.

Si tratta di un processo di tipo scientifico in cui si pianifica un risultato e si analizzano i motivi per cui non si sia verificato, per poi ri-progettare in futuro, consci del fallimento delle prove precedenti. È un processo che richiede rigore e disciplina e di cui parlerò in futuro.

Nella sezione podcast è comunque presente una puntata in cui parlo della spinta al cambiamento come fattore di crescita personale.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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